ESPOSIZIONE ALL'AMIANTO




L’effettuazione di determinate tipologie di lavoro ha, purtroppo, comportato per alcuni lavoratori l’esposizione alle polveri di amianto in misura superiore ai limiti di legge. La scienza ha appurato che l’inalazione delle polveri di amianto può essere cancerogena e, per questo motivo, la legge prevede che ai predetti lavoratori vengano riconosciuti dei benefici previdenziali.


DOMANDA ALL’INAIL

Per poter ottenere i predetti benefici, occorre innanzitutto richiedere all’I.N.A.I.L., mediante uno studio legale abilitato o un sindacato, il rilascio del certificato di riconoscimento di esposizione all’amianto, allegando il curriculum lavorativo, che attesta l’esposizione del lavoratore all’amianto per i periodi di lavoro di sua competenza.


DOMANDA ALL’INPS

Il lavoratore potrà anche richiedere all’INPS, mediante uno studio legale abilitato o un sindacato, il riconoscimento contributivo ai fini pensionistici, relativamente ai periodi di esposizione all’amianto. Anche qualora l’I.N.P.S. non ottemperi alla predetta richiesta, il lavoratre potrà far ricorso all’autorità giudiziaria.


RICORSO PREVIDENZIALE AL TRIBUNALE DEL LAVORO

Qualora l’I.N.A.I.L. o l’I.N.P.S. non ottemperino a quanto richiesto, il lavoratore potrà adire l’autorità giudiziaria, presentando ricorso al tribunale del lavoro.

Si precisa che il lavoratore ha a disposizione 10 anni di tempo da quando presenta l’istanza all’I.N.A.I.L. o all’I.N.P.S. per poter fare ricorso. Decorso inutilmente tale periodo l’azione giudiziaria si prescrive e, quindi, il lavoratore non ha più diritto a fare ricorso.