LOCAZIONE DI IMMOBILE




Di seguito indichiamo sinteticamente ciò che occorrere sapere in caso di locazione di un immobile. Anche in questo caso la presente guida non potrà essere esaustiva data la complessità della materia e della casistica.


CONTRATTO DI LOCAZIONE

Con il contratto di locazione il proprietario di un immobile, definito locatario, ne concede l’uso ad un soggetto, detto conduttore, il quale, solitamente con cadenza mensile, dovrà pagare un canone, ovvero una somma di denaro concordata tra le parti.

Le parti sottoscrivono il contratto di locazione, preferibilmente redatto da un avvocato, che possa tradurre in termini giuridici tutto ciò che hanno stabilito le parti e soprattutto per evitare contestazioni in futuro. 

Il contratto per uso abitativo deve avere la durata di minimo 4 anni, mentre per uso ufficio o commerciale di minimo 6 anni.


A.P.E. (ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA)

Dal 01 ottobre 2015, per poter affittare un immobile, è obbligatorio allegare al contratto di locazione l’A.P.E., ovvero l’Attestato di Prestazione Energetica, che è un documento, rilasciato da un soggetto certificatore (solitamente uno studio ingegneristico, preferibilmente convenzionato con lo studio legale che redige il contratto di locazione), che descrive le caratteristiche energetiche di un edificio, di un abitazione o di un appartamento.

In mancanza dell’A.P.E. il locatore o il proprietario incorreranno nelle sanzioni previste per legge.



REGISTRAZIONE DEL CONTRATTO DI LOCAZIONE

Il contratto di locazione, unitamente all’A.P.E., va registrato all’Agenzia delle Entrate e va pagata, annualmente o per tutta la durata del contratto, la tassa di registro che varia in base all’uso dell’immobile.



SFRATTO PER MOROSITA’

Al conduttore che corrisponde il canone di locazione, il locatario rilascia quietanza, ovvero un documento che attesta la ricezione del pagamento del prezzo del canone.

Nel caso in cui il conduttore, alla scadenza del canone, non adempia al pagamento dello stesso, il locatario può intimargli il pagamento entro e non oltre una certa data, inviandoli, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, anche senza l’ausilio di un avvocato, la lettera di messa in mora.

Qualora il conduttore non dovesse pagare entro la data indicata nella lettera di messa in mora, il locatario potrà rivolgersi ad un avvocato per avviare l’azione giudiziale dello sfratto per morosità, con il quale chiederà al giudice di condannare il conduttore al pagamento dei canoni scaduti ed al rilascio dell’immobile.